Archive for the ‘Almanacco’ Category

Il segreto di Marina

By Redazione + novembre 23rd, 2009

Mia sorella Marina era una ragazza timida. Aveva un viso smunto, due grandi occhi castani mobili e vivaci che spuntavano curiosi sotto la morbida frangia. Era sempre stata molto saggia e pacata e, forse, proprio per il suo carattere schivo e ritroso, fu notata dall’ultimo uomo che avrebbe potuto rapire il suo cuore, Carmnuccumariulo.

Editoria: la tentazione paneconomica

By autore prova + novembre 19th, 2009

L’assunto di base degli Stati Generali dell’Editoria 2008 è che il lavoro editoriale può ancora trovare una legittimazione sociale solo se dimostra di poter incidere (positivamente) sullo sviluppo economico. Che l’editoria merita l’attenzione pubblica (politica) nella misura in cui è in grado di contribuire al sostegno del Pil.
Piú cultura, piú lettura, piú Paese: era lo slogan del convegno.

La nera fedeltà dell’ombra

By autore prova + novembre 19th, 2009

Fiume fermo di cieli,
lento di aironi, nel tempo
di un’acqua che non muta
per tornare a quel vento
in un presagio di pioggia.

Giampiero Neri e la contaminazione della poesia

By Redazione + novembre 17th, 2009

Già prima dell’avvento del Decadentismo, Goethe aveva escluso il poema didattico dalla rigida gerarchia dei generi letterari. In un saggio dal titolo Sul poema didattico, del 1827, scriveva (p. 289): « Non è ammissibile che ai tre generi poetici, a sapere i generi lirico, epico e drammatico, si aggiunga ancora il genere didattico. […] I primi tre generi si distinguono per la forma; il quarto, che ottiene il suo nome dal contenuto, non può situarsi sullo stesso piano. Ogni poesia dovrebbe essere istruttiva ma in maniera impercettibile. »

L’epoca che ha detto addio alla poesia

By Redazione + novembre 17th, 2009

La poesia non ha mai interessato molte persone. Ma adesso è chiaro che interessa perfino a pochissime persone tra quelle che pensano di farla o di praticarla.
Basta dare uno sguardo agli innumerevoli autori che circolano nella rete. È evidente che queste persone praticano la poesia in una sorta di anestesia dalla poesia stessa. Come se oggi l’unica maniera di essere poeti fosse quella di tenersi lontani dalla vertigine che sempre procura il vero esercizio poetico.

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2 dicembre 2009
Redazione

Censure e autocensure

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